Atterraggio morbido: i 4 elementi per valutare una landing page

16 giugno 2017 - User experience

Cos’è una landing page? Beh, dovrebbe essere ben chiaro a tutti quelli che si occupano di comunicazione digitale, ma un ripasso non guasta mai, perciò ricordiamolo sinteticamente.

Si tratta di una pagina web che potenzialmente serve a trasformare il semplice visitatore in un “prezioso” fedele contatto, ma a volte viene anche utilizzata per dare maggiore spazio ed evidenza alla descrizione di prodotti o servizi specifici.

 

La landing page viene normalmente raggiunta cliccando un banner, un link, un’email, o un semplice SMS, e di solito propone un form di iscrizione a un servizio o a una newsletter.
Il successo, ovvero la “conquista” dell’utente, si gioca sul filo sottile del colpo di fulmine, perciò la pagina, vero biglietto da visita della nostra offerta, dovrà essere strutturata con la massima cura per cogliere nel segno ed essere efficace al 100%.

 

In poche parole come deve essere fatta la landing page perfetta?

Graficamente accattivante, personalizzata e ricca di contenuti, dicono i manuali; certo, ma questo potrebbe non bastare.

Ciò che è bello, infatti, non sempre convince. Progettare una buona landing page richiede un pizzico di attenzione anche a dettagli apparentemente insignificanti.

Digital Marketer Lab, società americana che si occupa di strumenti per il marketing digitale, ha messo a punto un audit in 15 punti per valutare l’efficacia delle “pagine di atterraggio”.

Non importa quanto traffico generi, o quanto sia buona la nostra offerta: per costruire una landing page di successo è necessario disporre ogni elemento in modo perfetto, e questo audit aiuta a farsi le domande giuste quando si osserva criticamente la pagina.

  • Il design mantiene la suggestione del messaggio che si vuole trasmettere?
  • Le immagini sono adeguate alla Call To Action?
  • I contenuti più importanti sono evidenziati nel layout per posizione, colore o altro?

Insomma, se vogliamo giudicare obiettivamente la nostra pagina dobbiamo sforzarci di passare dalla generica sensazione del “funziona” o “non funziona”, all’esatto motivo di questa sensazione.

 

L’audit è composto da 4 elementi di valutazione, e all’interno di questi 4 “pilastri” si articola in 15 ulteriori punti più specifici, da prendere in considerazione per capire dove sono presenti delle criticità e dove è possibile intervenire per eliminarle.

  • Offerta
    • Chiarezza
    • Impressione
    • Rilevanza
    • Visualizzazione
  • Form/Call to Action
    • Visibilità del form
    • Adeguato numero di campi
    • Headline convincente
    • Call to Action visibile e d’impatto
  • Fiducia
    • Design professionale
    • Trust icons
    • Testimonianze autentiche
    • Chiare regole sulla privacy
  • Gerarchia visiva
    • Codice visivo per evidenziare le aree chiave
    • Design della pagina adatto al tema trattato
    • Immagini di supporto

 

Il criterio di classificazione si basa sull’attribuzione a ciascun elemento di un punteggio che va da 1 (insoddisfacente) a 4 (eccezionale). In questo modo è più semplice e immediato studiare delle azioni di miglioramento mirate per i fattori che non ricevono il “massimo dei voti”.

 

Per scaricare l’audit:
https://s3.amazonaws.com/digitalmarketer-downloads/wp-content/uploads/2017/01/15PointLandingPageAudit.pdf

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