Digital Transformation: istruzioni per l’uso

24 gennaio 2018 - Digital transformation

Digital Transformation. Se ne parla molto e (a volte) se ne sa poco.

Se vogliamo, la trasformazione digitale – di un’azienda ma non solo – può essere intesa come l’introduzione di sistemi informatici in una struttura dove prima non esistevano o venivano poco utilizzati, ma è ovvio che un simile approccio alla questione è a dir poco riduttivo e semplicistico.
Discutere di questo tema significa andare ben oltre al concetto di un semplice upgrade tecnologico. L’obiettivo non è trasformare aziende tradizionali in aziende digitali, ma bisogna considerare una trasformazione più profonda, un cambiamento di mentalità che promuova la tecnologia stessa come strumento in grado di inserirsi nel cuore dei processi, di modificare l’organizzazione del lavoro e della comunicazione interna ed esterna. Facile solo a parole.

Efficienti infrastrutture tecnologiche rappresentano soltanto le fondamenta su cui costruire e far crescere nuove competenze e nuove professionalità, che siano in grado di sfruttare al meglio tutte le opportunità offerte da una rivoluzione in atto, alla quale appare oggi più che mai indispensabile aderire per poter contare su una prospettiva di crescita.

 

L’azienda del futuro e un talento da liberare

La società di ricerca IDC ha recentemente condotto per conto di Cornerstone OnDemand, società americana specializzata in software per la gestione delle risorse umane, uno studio intitolato “Azienda del futuro e trasformazione digitale: sfide e opportunità per liberare il talento”, dal quale emerge che per la maggior parte delle aziende europee la principale barriera alla trasformazione digitale è proprio la resistenza culturale delle persone al cambiamento.

Quasi un terzo dei manager intervistati hanno dichiarato di avere difficoltà a trattenere in azienda i talenti necessari a guidare la digitalizzazione, probabilmente a causa di una scarsa capacità dell’azienda di “promuovere” efficacemente la trasformazione.

Mettersi in linea con la rivoluzione digitale è tuttavia solo questione di tempo, nel senso che, come sostiene Vincent Belliveau, Executive Vice President di Cornerstone OnDemand, questo processo stimolante e complesso è ormai innescato, e ogni azienda ha al suo interno le potenzialità per portarlo a termine. Tuttavia in questa delicata fase di transizione è fondamentale adottare strategie e modalità nuove per coinvolgere i collaboratori e trasmettere loro fiducia nel percorso intrapreso. Il successo della trasformazione dipende insomma dal riuscire a introdurre modalità diverse di formazione, sviluppo e gestione.

 

Gli ingredienti per il successo
La Digital Transformation può essere vista come una ricetta la cui riuscita è il risultato di un lavoro collettivo, dove tutto deve essere ben equilibrato e funzionale: ingredienti, strumenti disponibili, competenze individuali, esperienza e capacità organizzative.

C’è chi preferisce invece definirla un viaggio, da dove un’azienda si trova a dove aspira andare, ma come in ogni viaggio c’è bisogno di una programmazione.
Cosa bisogna fare prima di partire? Di cosa c’è bisogno perché la trasformazione funzioni?
Econsultancy, influente società inglese di ricerca e consulenza in ambito digitale, ha coinvolto alcuni specialisti di Digital Transformation per provare a definire le tappe principali per arrivare alla meta con successo.

 

1 – Pensa in modo diverso

Il manuale della Digital Transformation non è ancora stato scritto, soprattutto perché il processo è differente per ogni azienda e ogni tipologia di business.

La trasformazione non può essere affrontata con gli schemi mentali tipici dei processi aziendali: non si tratta semplicemente di una nuova via tecnologica per fare cose vecchie, ma di un modo diverso di pensare, un’angolazione diversa da cui analizzare le cose.

Senza questo approccio “lateral thinking” il risultato potrebbe essere catastrofico, un po’ come se Uber o Airbnb decidessero di entrare nel tuo settore di mercato…

 

2 – Approfondisci i dettagli

La trasformazione digitale deve partire da una domanda: perché la vuoi affrontare?

Il mercato sta cambiando e la tua azienda sta lottando con le difficoltà dei processi manuali?

In ogni caso, fin dall’inizio devi avere ben chiari in mente tutti i dettagli fondamentali del viaggio e sapere in anticipo come analizzarli e gestirli.

Quali sono le tue esigenze? Qual è il risultato che ti aspetti? Quali soggetti della tua struttura sono più motivati al cambiamento? Chi ha bisogno di essere incentivato? Quali sono le prime azioni da intraprendere?

 

3 – Studia una strategia

Una volta che avrai le risposte alle domande del punto precedente non ti resta che mettere in atto una strategia che coinvolga tutta l’azienda, ad esempio dal punto di vista della sicurezza, ma anche le singole persone sul piano delle “skill”. Disponi delle giuste risorse professionali? Per competere su un fronte nuovo e impegnativo ci vogliono individualità di talento, preparate e formate per quel livello di “scontro”.

In tutto questo è superfluo aggiungere che senza un vero cambio di passo tecnologico, rischi di finire il carburante prima del termine del viaggio…

 

4 – Non preoccuparti dei processi

Se hai a disposizione le persone adatte al percorso che stai intraprendendo non dovrai preoccuparti dei processi.
Con la formazione e la motivazione giusta ogni collaboratore svilupperà in autonomia l’approccio migliore per implementare la tua strategia.

Questo aspetto risulta decisivo nelle aziende i cui mercati cambiano rapidamente: via via che le cose si evolvono la reazione deve esser pronta, e poter contare su collaboratori responsabilizzati significa maggiore agilità nelle decisioni.

 

CASE STUDY
Non solo azienda: l’esperienza della politica

Digital Transformation come cambiamento culturale, organizzativo e relazionale, si diceva sopra. In azienda come in altri campi. In quello politico, ad esempio.

Le nuove strategie digitali stanno cambiando il volto della politica internazionale, con campagne sempre più tecnologiche sia dal lato di analisi, indagini e sondaggi, sia da quello della comunicazione e della relazione con gli elettori.

Un politico di successo non può permettersi oggi di fare a meno del digitale a supporto del suo pensiero e a sostegno delle sue iniziative.

Sfruttare strumenti e mezzi nuovi per ascoltare, proporre, comunicare e dialogare.
Acquistare visibilità e rilevanza nei confronti della gente. Dimostrare di essere presente.

Lo ha capito molto bene Simone Baldelli, Vicepresidente della Camera, che ci ha affidato la realizzazione della sua piattaforma digital. Un mix di coinvolgimento e interattività che trasmetta entusiasmo e stimoli alla partecipazione. Multe selvagge, maxibollette, mozioni parlamentari che diventano hasthag su temi e argomenti vicini alla popolazione, non necessariamente legati alla propaganda politica.

Ma anche eventi artistici, libri, lavori fotografici sul territorio, test, satira…
Se questa non è Digital Transformation di successo diteci voi…

 

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